ennesimo reset, crisi sentimentali, seghe mentali, chi più ne ha più ne metta

il fatto è questo: non riesco a lasciarti andare. sto combattendo una battaglia mentale senza eguali. perché se ti sbattono un portone in faccia allora lì non ti resta che fartene una ragione e ciccia. il problema è che questa volta intravedo uno spiraglio ed è quanto di più dannoso e lacerante per l’anima. lo spiraglio va ignorato. lo spiraglio bisogna far finta che non esista. lo spiraglio è un’illusione ottica. lo spiraglio è il mio non accettare la realtà dei fatti probabilmente non esiste l’ho solo immaginato. dovrei alzare i tacchi e proseguire con la mia vita (cosa che comunque faccio perché non sono così cretina, anche se controvoglia). ho pure provato a fare come nei film: sono andata dal parrucchiere. per un cambio radicale. ma poi ne sono uscita con le solite meches sulla ricrescita e con i miei soliti riccioloni biondi. neanche questo riesco a fare. vivo intrappolata nella mia razionalità. quando le persone mi regalano cattiveria so che il miglior modo per far breccia nel loro muro è regalare affetto e comprensione. ma dio sa quanto vorrei sbroccare, prenderle a male parole, uscire dalla mia armatura ogni tanto. no. niente. vorrei tanto esplodere anziché implodere. vorrei tanto fare qualcosa per essere felice sul momento anziché fare ragionamenti sul benessere nel lungo periodo. fare quello che voglio, non quello che è giusto. so che anche questa volta ne uscirò. come tutte le volte. ma resta oggi e resterà pure domani questo fondo di cose bramate e non avute. di cosa sarebbe successo se. di aver troncato brutalmente ogni possibile ramificazione del mio percorso pur di andare avanti dritta e lineare. ma sapete che c’è: CHE PALLE.